Intelligenza Artificiale
Una realtà da conoscere velocemente.
Quello dell’intelligenza artificiale – AI – è diventato l’argomento del giorno già da molto tempo. Se ne è incominciato a parlare diffusamente qualche anno orsono per poi divenire tangibile nelle cose di tutti giorni da un paio di anni o poco più. Già nel 2020, per la verità, si sapeva che SPOTIFY, ad esempio, utilizzava l’apprendimento automatico per i consigli musicali.
Ma che cosa è l’IA e come possiamo utilizzarla al meglio.
L’IA è un campo dell’informatica che si occupa di realizzare sistemi, che acquisendo dati esperenziali e conoscenze diffuse e di dominio pubblico, possono rispondere e risolvere problemi. Esempi immediatamente individuabili di applicazione dell’AI sono i veicoli a guida autonoma, oppure Chat GPT, Siri, etc..
In questa sede ci preme indicare come le aziende possono applicare efficientemente l’IA nelle loro organizzazioni ma anche come usarla per innovare, competere ed eccellere.
In primis bisogna considerare l’IA uno strumento, un mezzo e non uno scopo, un fine. Una azienda deve fissarsi degli obiettivi ed individuare dove l’IA può essere applicata. Ad esempio una applicazione negli algoritmi di apprendimento automatico consente di avere un potere predittivo che può impedire in tempo reale il realizzarsi di azioni fraudolente (vedi transazioni bancarie).
Premesso che attualmente nella stragrande maggioranza delle aziende le competenze necessarie per intraprendere progetti di intelligenza artificiale siano insufficienti, si rende necessario procedere con processi di riqualificazione mediante formazione specifica, ma anche provvedere ad assumere esperti già qualificati.
Bisogna poi avere una visione di lungo periodo quando si decide di investire nell’IA. Ci possono essere momenti fallimentari ma far si che essi prendano il sopravvento nel processo di crescita aziendale si rivelerebbe un danno ancora peggiore. E’ storicamente accertato che le aziende che in passato hanno avuto un approccio negativo con le nuove tecnologie dell’IT e che hanno cessato i propri sforzi, si sono ritrovate in una posizione peggiore rispetto a quelle realtà che hanno combattuto e perseverato nel lungo periodo.
Infine, ma non ultimo come insegnamento, bisogna che nell’applicazione dell’IA si abbia coscienza dei rischi e dei pregiudizi che sono nascosti tra le pieghe degli algoritmi che muovono l’IA. Un esempio per tutti. In passato ci si è accorti che alcuni algoritmi che gestivano la erogazione dei mutui operavano secondo discriminazioni razziali. Ciò è dovuto al fatto che l’IA è il risultato di prodotti naturali e dell’educazione. La natura è la logica dell’algoritmo mente l’educazione sono i dati su cui l’IA viene addestrata: comportamenti umani, scelte o giudizi specifici che i decisori umani hanno precedentemente espresso sull’argomento in questione, come quali dipendenti assumere o quali richieste di prestito approvare.
Pertanto l’utilizzo dell’IA non può prescindere dalle conseguenze etiche e sociali che le decisioni provocano sulla società. E’ necessario avere sempre sotto controllo l’IA, effettuando continuamente audit che permettano di individuare eventuali pregiudizi che possono impattare negativamente.
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