Simest: Mercati Africani, come investire
Voglio segnalarvi uno strumento finanziario messo a disposizione da Simest, società partecipata dalla Cassa Depositi e Prestiti, finalizzato alla realizzazione di investimenti per il rafforzamento patrimoniale, produttivi e commerciali, per l’innovazione e la trasformazione digitale ed ecologica delle imprese che intendono investire nei paesi africani.
Per poter presentare un progetto di investimento da finanziare con i fondi Simest non è obbligatorio che l’impresa richiedente abbia già rapporti diretti con i paesi africani, essendo necessario quantomeno impegnarsi ad effettuare investimenti per almeno il 30% dell’importo ammissibile rendicontato in almeno un Paese Africano. Esistono anche altri requisiti di cui basta soddisfarne almeno uno e che riguardano imprese che direttamente o indirettamente intrattengono rapporti con paesi africani sia in termini di export che di import. Per queste condizioni vi rimandiamo ai dettagli riportati sulla Circolare n. 1/394/2024 Potenziamento mercati africani.
Mi interessa, invece, specificare in cosa si concretizza il sostegno e quali sono le spese ammissibili.
Per quanto riguarda l’aspetto finanziario il provvedimento prevede l’erogazione di un finanziamento che è pari al minore tra il 35% (trentacinque) dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci ed i seguenti importi, diversificati per dimensione di impresa: Micro impresa €. 500.000, PMI e Start Up Innovative €. 2.500.000, altre Imprese €. 5.000.000.
La durata complessiva del Finanziamento, a tasso agevolato, è di 6 (sei) anni a decorrere dalla Data di Stipula del Contratto di finanziamento, di cui:
Periodo di Preammortamento: 2 (due) anni.
Periodo di Rimborso: 4 (quattro) anni.
L’impresa richiedente può richiedere anche una quota di cofinanziamento (fondo perduto) che può essere pari al 20%, fino ad un massimo di €. 200.000, se ha una sede operativa, costituita da almeno 6 mesi rispetto alla data di presentazione della Domanda, in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Il cofinanziamento scende al 10%, fino ad un massimo di €. 100.000, per tutte le altre imprese.
In generale le spese ammissibili prevedono che almeno il 30% di esse riguardino investimenti in un paese africano.
Sono ammissibili e finanziabili:
a) almeno il 60% dell’Intervento Agevolativo per investimenti volti a rafforzare la propria solidità patrimoniale, anche in Italia, inclusi i finanziamenti, fino a un massimo di € 600.000,00, finalizzati agli incrementi di capitale sociale delle controllate, anche estere, dell’Impresa Richiedente e ai finanziamenti soci (anche finalizzati alla costituzione di Joint Venture con partner locali.
Tra le spese ammissibili rientrano, a titolo esemplificativo e non esaustivo:
– acquisto/leasing finanziario di macchinari, apparecchiature ad uso produttivo, impianti e beni strumentali o potenziamento/riconversione di beni produttivi e strumentali esistenti;
– tecnologie hardware e software, incluso il potenziamento o riconversione di tecnologie esistenti;
– integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali; realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale;
-implementazioni e gestione di sistemi di disaster recovery, business continuity e blockchain;
-investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali- spese per investimenti legate all’industria 4.0 e 5.0 (es. cyber security, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, simulazione e sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborative, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine, intelligenza artificiale);
– spese di investimento per l’effettuazione di un inserimento in un Paese Africano, tramite l’acquisto di una nuova struttura/immobile/fabbricato anche produttiva o il potenziamento di una struttura esistente in un Paese africano;
– spese per investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale, anche in Italia (es. efficientamento energetico, idrico, mitigazione impatti climatici, ecc.).
b) Fino al 40% dell’Intervento Agevolativo le spese strettamente connesse alla realizzazione degli investimenti tra cui:
- spese per la formazione professionale in Italia o in Africa di personale africano finalizzata all’assunzione dello stesso in Italia o in almeno un Paese Africano;
- spese per l’affitto e per l’allestimento di una struttura (es. un ufficio, uno showroom, un corner commerciale, un negozio e l’eventuale struttura destinata alla formazione del personale, comprese anche strutture di proprietà;
- spese propedeutiche all’inserimento in azienda del personale formato o da formare, tra cui spese di viaggio, ingresso (incluse eventuali spese per le pratiche di regolarizzazione in Italia) e soggiorno in Italia spese per visite mediche, eventuali divise e altre spese connesse;
- spese promozionali, spese per l’ottenimento di certificazioni, omologazioni di prodotto, brevetti, nonché per studi di fattibilità;
- spese finalizzate all’instaurazione di un contratto di apprendistato o tirocinio, o similare (contratto di lavoro tipicamente a scopo/causa di formazione e inserimento), con copertura del relativo costo per un massimo di 6 mesi, per personale proveniente da almeno un Paese Africano;
- Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale.
- Spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo e alle asseverazioni rese dal Revisore per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato e comunque non superiore a € 100.000
Come avrete avuto modi di comprendere dal sunto della misura di contributo segnalata, l’occasione è ghiotta per intraprendere azioni che consentano a voi imprese di esportare, in questo caso nel continente africano, beni e servizi dell’eccellenza italiana.
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