Bonus 200 Euro

A chi spetta e come ottenerlo

Nel decreto aiuti (Dl 50 del 2022) si stabilisce di riconoscere un bonus una tantum contro l’inflazione di euro 200 ad una vasta platea di cittadini. Sono circa 30 milioni i soggetti interessati tra disoccupati, lavoratori e pensionati. Per ognuna di queste categorie ed all’interno delle stesse ci sono procedure diverse per ottenere il bonus, che può essere erogato o in via automatica o su richiesta. Vediamo, quindi, come si articola questa erogazione che dovrebbe avvenire nel mese di Luglio.

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti della Pubblica amministrazione e del settore privato, il bonus arriverà in via automatica direttamente in busta paga. L’onere sarà assunto in prima battuta dal datore di lavoro che compenserà la somma erogata nella denuncia obbligatoria all’INPS nell’UNIEMS. C’è, però, da rispettare una condizione particolarmente rognosa, a mio avviso: almeno una volta tra Gennaio ed Aprile dell’anno in corso deve essere stato applicato lo sconto contributivo dello 0,8%, così come previsto dall’ultima legge di Bilancio. Il diritto a tale sconto contributivo spetta ai lavoratori che percepiscono un reddito mensile non superiore a Euro 2.692.

Anche per le colf, le badanti, le baby sitter, regolarmente assunte è previsto il bonus. In questo caso, però, deve essere il lavoratore e non il datore di lavoro a farne richiesta all’INPS, rivolgendosi obbligatoriamente ai Patronati. Una importante mole di lavoro pe i soggetti intermediari, gli unici autorizzati ad accedere alla piattaforma dell’INPS alla quale presentare la domanda per conto dei lavoratori.

Altre categorie beneficiarie del bonus sono i lavoratori stagionali, quelli dello spettacolo e quelli del turismo (solo se con contratto a tempo determinato). L’INPS in questo caso provvederà automaticamente ad erogare il contributo. Invece, e francamente è molto incomprensibile, devono far richiesta all’INPS i lavoratori stagionali intermittenti e a tempo determinato che nel 2021 abbiano almeno 50 contributi giornalieri versati. Verrebbe da dire che la colpa di lavorare poco è espiata anche mediante il mancato riconoscimento di un contributo pubblico. Un criterio davvero inopportuno che sembra essere motivato dalla copertura parziale del bonus attraverso la contribuzione ordinaria. E’ come se il bonus fosse pagato dal lavoratore indirettamente. Vengono presi in prestito denari già riscossi dallo stato. Anche gli iscritti al fondo pensione dei lavoratori dello spettacolo possono godere del bonus ma a patto, come i lavoratori intermittenti, che abbiano anch’essi contributi versati nel 2021 per 50 giornate. Entrambe queste ultime due categorie devono avere percepito nel 2021 un reddito non superiore a 35.000 euro.

Che dire. Un pannicello caldo per una malattia, quella dell’inflazione, che ha bisogno di ben altri provvedimenti, a cominciare dal controllo sulle cause dell’aumento dei prezzi della farina, del gas e così via. Ci sono troppi indizi, più di tre, e quindi prove che la speculazione la stia facendo da padrona. E non veniteci a dire che l’inflazione è salita in tutto l’occidente, così da alleviare e rendere sopportabile una siffatta condizione. La speculazione nasce nei centri di potere politici e finanziari, le cui radici affondano nello stesso nostro occidente.

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