Agrisolare – Una Importante Occasione per ridurre i costi nell’Agricoltura

E’ stato finalmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale italiana del 28 Giugno 2022 il decreto del 25 marzo 2022 del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali che fissa gli obiettivi e stanzia i fondi per favorire gli investimenti, da parte delle aziende agricole, agroindustriali e zootecniche, per la realizzazione di impianti fotovoltaici su stalle, capannoni, pertinenze ed, anche, su edifici adibiti ad attività agrituristica.

Agrisolare, così è stato battezzato il provvedimento di cui parliamo, ha l’obiettivo di facilitare la transizione verde e la sostenibilità e l’efficienza delle aziende del settore agricolo. La somma stanziata è pari ad 1,5 miliardi di euro. Un importo considerevole ma, credo, non capiente a sufficienza per soddisfare le numerosissime domande di finanziamento che arriveranno da tutta Italia. Il decreto, infatti, recita che saranno ammesse le domande fino ad esaurimento dei fondi. Mi sembra già di sentire le proteste che si solleveranno dagli agricoltori in caso di mancato accoglimento della loro domanda, benché ammissibile. Si creeranno disparità nella capacità di ciascuno di essere presenti sul mercato con la stessa facoltà. Una sorta di concorrenza sleale statale alla quale si dovrebbe far fronte con uno stanziamento aggiuntivo e sostanzioso.

Nella speranza che il nostro appello non sia un unicum ma che si affianchi a quello delle associazioni di categoria interessate, andiamo a vedere in cosa consiste l’intervento del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

Beneficiari del provvedimento sono gli imprenditori agricoli, le imprese agroindustriali e le cooperative agricole.

Gli interventi ammissibili prevedono l’acquisto e la posa in opera di pannelli fotovoltaici di potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp sui tetti di fabbricati strumentali all’attivita’, ivi compresi quelli destinati alla ricezione ed ospitalita’ nell’ambito dell’attivita’ agrituristica.

Unitamente a tale attivita’, possono essere eseguiti uno o piu’ dei seguenti interventi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture: a) rimozione e smaltimento dell’amianto (o, se del caso, dell’eternit) dai tetti, in conformita’ alla normativa nazionale di settore vigente: tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte specializzate, iscritte nell’apposito registro; b) realizzazione dell’isolamento termico dei tetti: la relazione tecnica del professionista abilitato dovra’ descrivere e giustificare  la scelta del grado di coibentazione previsto in ragione delle specifiche destinazioni produttive del fabbricato, anche al fine di migliorare il benessere animale; c) realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): la relazione del professionista dovra’ dare conto delle modalita’ di aereazione previste in ragione della destinazione produttiva del fabbricato; ad ogni modo, il sistema di areazione dovra’ essere realizzato mediante tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria, anche al fine di migliorare il benessere animale.

Il contributo previsto è nella forma del fondo perduto e la percentuale oscilla tra il 30% ed il 50% della spesa ritenuta ammissibile. Le regioni del Molise, della Puglia, della Campania, della Basilicata, della Calabria, della Sicilia e della Sardegna spuntano una maggiorazione del contributo concesso di 10 punti percentuali in più rispetto alle altre regioni di Italia.

Al momento, pertanto, siamo in attesa della pubblicazione dell’avviso pubblico che fisserà i termini temporali per la presentazione delle domande di finanziamento. Ci impegniamo a darvi notizia dell’avvenuta emissione dell’’avviso da parte del Ministero in modo perentorio.

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