Aiuti ad Aziende e Piccole Imprese – novità del 2021

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Legge di Stabilità 2021 – Le misure per le aziende private

In questo articolo presentiamo in rapida sequenza gli interventi previsti dalla legge di stabilità (la vecchia Finanziaria) approvata il 29 Dicembre dell’annus horribilis 2020. Devo dire che purtroppo il legislatore ha prodotto uno sforzo, a mio avviso insufficiente, nel sostenere il mondo imprenditoriale italiano. Voglio ricordare che il 70% del PIL nazionale è prodotto da milioni di partite iva e di imprese, di qualsiasi natura, che rappresentano il vero punto di forza del sistema paese. Sembra che non ci si renda conto della drammaticità dei tempi che stiamo vivendo e dei danni già provocati dalla pandemia; solo il blocco dei licenziamenti (ma fino a quando?) hanno impedito sino ad ora l’esplosione del fenomeno della disoccupazione privata; la proroga degli impegni societari come delle procedure giudiziali tengono in vita migliaia di imprese che altrimenti avrebbero già gettato la spugna. Si vive una precarietà assoluta che non viene modificata nella sostanza dai provvedimenti adottati nella legge di stabilità dove non ci sono interventi strategici ma solo a breve termine, senza una visione di lungo periodo e senza il sostegno ad ambiti trainanti, dalla ricerca universitaria e industriale al turismo, alla manifattura di precisione, per indicarne solo alcuni.

Fatta questa doverosa premessa, molto sommaria, di seguito segnalo alcuni provvedimenti che la legge di stabilità 2021 ha previsto per l’economia privata.

Al comma 84 della citata norma si introducono delle modifiche ai contratti di sviluppo applicati al settore turistico ed a quello della trasformazione dei prodotti agricoli. Per il primo è stata ridotta la soglia minima di accesso a 7,5 ML€ per gli investimenti nelle aree nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse. Per il secondo ambito è stato previsto un allargamento delle attività ammettendo investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente, finalizzati all’erogazione di servizi di ospitalità connessi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

Il comma 109 istituisce un Fondo per le piccole e medie imprese creative, per quelle attività, cioè, che operano nei settori del design industriale (es. automotive, industria del mobile, navale, comunicazione, food), dell’architettura, della moda, dell’artigianato, dell’industria cinematografica e dell’audiovisivo, dell’intera filiera editoriale e così via. Il Fondo ha bisogno di un decreto attuativo per essere fruibile dai soggetti interessati e al comma 110 si declinano le articolazioni del sostegno che prevederà contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, combinazioni degli stessi, dei voucher, strumenti finanziari partecipativi. Il decreto attuativo indicherà anche le intensità ed i massimali di intervento.

Il comma 124 guarda al settore aeronautico, a quello della chimica verde, della fabbricazione di componenti per la mobilità elettrica e per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Anche qui è istituito un Fondo che finanzierà “interventi per lo sviluppo delle piccole e medie imprese, quali fusioni, aggregazioni, acquisizioni, riorganizzazioni, ristrutturazioni, rafforzamento del capitale per gli investimenti volti alla transizione tecnologica e alla sostenibilità ecologica e ambientale dei processi produttivi” Sarà necessario un decreto attuativo per conoscere le modalità e l’entità delle erogazioni ammesse.

Al comma 627 si autorizzano tutti gli enti territoriali, a cominciare dalle Regioni e facendo ricorso a risorse nella loro disponibilità, ad erogare contributi a favore delle imprese per il sostenimento dei costi fissi aziendali. Vengono considerati costi fissi anche le perdite risultanti dal conto economico durante il periodo ammissibile. L’intensità di aiuto non può superare il 70 per cento dei costi fissi non coperti. Per le microimprese e le piccole imprese l’intensità di aiuto non può superare il 90 per cento dei costi fissi non coperti. In ogni caso l’importo massimo concedibile non può superare i tre milioni di euro per azienda da erogarsi sotto forma di sovvenzioni dirette, garanzie e prestiti.

Infine, al comma 1051 si concede un credito di imposta per le imprese che effettuino investimenti in beni strumentali nuovi materiali ed immateriali. Il suddetto credito va da un minimo del 10% sino ad un massimo del 50% del costo dei beni, dipendentemente dalla tipologia del bene oggetto di acquisto, come dettagliato dal comma 1052 fino al comma 1058.

Potete ben comprendere che il legislatore ha confermato quanto alla premessa del presente articolo. L’impresa privata è oggetto di alcuni contributi a pioggia e non di finanziamenti agevoli per investimenti a medio e lungo termine né sono sostenuti i settori economici e le aree del territorio che più ne avrebbero bisogno.

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