I Vantaggi della Finanza Strutturata per il Cambiamento

cambiamento secondo federimprese

Da mesi non sento che parlare del ” Governo del cambiamento”

Intanto, la realtà appare ancora in difficoltà, come dimostrano diagnosi già ampiamente accettate:

– Lentezza della nostra giustizia. Secondo un rapporto della commissione UE la nostra giustizia, semplicemente, non funziona. Lentissima e non solo. Secondo alcuni l’inefficienza della nostra giustizia ci costa almeno l’1% del PIL. Senza dimenticare i pericolosi risvolti sociali; ricordo che uno dei fattori che tengono lontani gli investitori dal nostro paese è proprio il nostro sistema giudiziario.  

– Burocrazia. Secondo un sondaggio la maggior parte degli imprenditori che hanno trasferito le loro attività nella vicina Svizzera hanno sostenuto che, la prima ragione di questa delocalizzazione, è stata la burocrazia. Non ho a disposizione un calcolo preciso di quanto, la delocalizzazione, abbia inciso sul nostro PIL. Sappiamo che sono state migliaia le aziende (piccole, medie e grandi) che hanno salutato il nostro Paese e sono state accolte a braccia aperte, ovunque, nel mondo. Se alle difficoltà di una fiscalità non certo amica per gli imprenditori, alla lentezza della giustizia, all’arretratezza di un certo modo di fare sindacalismo, aggiungiamo il distacco del mondo produttivo dalla scuola (in particolar modo quella professionale), non possiamo certamente biasimare chi ha fatto questa scelta.

– Cultura. Volendo volgarizzare il concetto, e me ne scuso, oggi sappiamo che la cultura è un business importante. Da sempre gli investimenti, se così possiamo chiamarli facendo uno sforzo semantico, che il nostro paese ha fatto nella cultura sono, a dir tanto, omeopatici.

– Investimenti. Esiste una formula semplice che si studia il primo giorno di qualsiasi corso base di economia: il moltiplicatore degli investimenti (con tutte le variabili ad esso collegate). Anche in questo caso siamo il paese europeo che meno investe in tantissimi settori (cito tra gli altri la green economy).

Questa breve diagnosi mi suggerisce una prima considerazione: siamo privi di una qualsiasi strategia economica di breve ma, anche, di medio e lungo termine. Abbiamo accettato, senza quasi colpo ferire, le direttive di austerity imposteci “dall’alto”, con i risultati che abbiamo di fronte, senza aver portato avanti quelle riforme strutturali di cui sopra, e quei progetti necessari per la crescita.

Fermo restando che alcune delle sopra citate riforme sono a costo zero, anzi con notevoli risparmi per le casse dello Stato, vorrei riservare la medicina più importante a quello che è, a ragion veduta, il nostro problema più grande: l’enorme deficit pubblico.

Eppure le soluzioni sono a portata di mano, basta riguardare le regole che disciplinano la Macroeconomia e riportarle nella Microeconomia. La Macro è un ramo dell’economia politica che studia i comportamenti del sistema economico aggregato tenendo in considerazione una serie di variabili: domanda e offerta, PIL, consumo, investimento, risparmio, esportazioni ed importazioni, la bilancia dei pagamenti, la moneta, l’inflazione, la disoccupazione, le aspettative  e, infine, la politica monetaria della Banca Centrale e la politica fiscale del Governo: due note dolenti, dove il ruolo della politica economica è quello, attraverso quanto detto sopra, di intervenire e correggere, qualora quella famosa” mano invisibile” non fosse in grado di farlo.

Per risolvere il problema si potrebbe ricorrere a manovre e strumenti  di finanza strutturata come: ABS (ASSET BACKET SECURITIES), AIF (ALTERNATIVE INVESTIMENT FOUND) che a differenza delle Sicav,  che investono in tradizionali strumenti finanziari, sono più flessibili. Infatti gli AIF hanno una propria politica di investimento, una propria contabilità,  un proprio codice ISIN, ecc. ecc.  Il Project Finance;  ETI’S (Exchange Traded Investiment) è uno  strumento che monetizza l’asset conferito in una SPV per utilizzarlo come collaterale per l’emissione di un’obbligazione; I BOND e altri strumenti.

Quali Vantaggi?

1)      Valorizzazione immediata di un progetto ( abbattendo la burocrazia che domina nel nostro Paese);

2)      Trasformazione della classe di rischio;

3)      Acquisizione di finanza a media lungo termine fuori dai parametri di Basilea 3;

4)       Raggiungimento e miglioramento del Rating aziendale;

5)      Possibilità di auto cartolarizzazione;

6)      Internalizzazione;

 Esse creano una “cabina di regia”, un “incubatore finanziario autonomo”, in grado di sostenere un sistema a fecondità ripetuta. In pratica si propone un nuovo modello strategico-operativo tra impresa e finanza assegnando, a quest’ultima, la funzione prioritaria di motore della crescita economica.

Cambiare si può! Siamo il Paese più bello del mondo, con il 50% del patrimonio artistico esistente, con genialità che ci pongono tra i maggiori paesi brevettatori, con qualità di vita ancora alte e, soprattutto, occupiamo un posto nella storia e non quello di sorvegliati speciali dell’UE. Nella mia breve disamina traggo la speranza di un cambiamento che possa portare, il nostro amato Paese, ad essere uno dei motori e dei protagonisti dell’economia mondiale.

articolo a cura della Dott.ssa Rossella Rettura, dirigente di Confederimprese – (la posizione espressa è quella dell’Associazione stessa sui temi descritti)

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