Incentivi alle Imprese nel Decreto Crescita (Dl 34/2019)

Voglio illustrare di seguito alcuni provvedimenti adottati recentemente dal Governo italiano in materia di incentivi alle imprese, così come riportati nel cosiddetto DECRETO CRESCITA.

Mi soffermerò su un paio di misure che ritengo possano essere di particolare interesse per alcune categorie di imprenditori e di imprese che necessitano di aiuti mirati a sostenere un aumento della capitalizzazione e la crescita delle nuove realtà imprenditoriali, soprattutto giovanili.

Come Ottenere Fondi per Far Crescere l’Impresa

La crisi del sistema bancario nazionale ha lasciato sul terreno una lunga scia di fallimenti e di imprese con un grado di indebitamento molto alto. Una riflessione ulteriore, oltre quelle largamente diffuse, va fatta. Il sistema finanziario italiano ha visto sempre le banche al centro della gestione dei canali di finanziamento delle imprese. Lo Stato di rado e saltuariamente è intervenuto per agevolare l’accesso al credito delle PMI, anzi non è stato in grado di sostenere la ripresa di quelle realtà che hanno rating negativi. Sgombero, purtroppo, immediatamente il campo da illusioni e voli pindarici : saranno sempre le banche a decidere se e come erogare il credito, così come sempre sarà il rating il faro per la valutazione aziendale da parte delle banche,  ma le imprese possono contare su un contributo sostanzioso ( verrà determinato con un decreto ad hoc del Ministero dello Sviluppo Economico ) sulla ricapitalizzazione ( aumento del capitale sociale ) effettuata dai soci secondo un piano di investimenti definito. I Contributi sono rapportati agli interessi calcolati sul finanziamento accesso per effettuare gli investimenti previsti.

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Imprese a Tasso Zero

Un altro intervento previsto nel Decreto Crescita riguarda il miglioramento di alcuni strumenti già esistenti e rivolti a chi si mette in proprio, in particolare giovani, uomini e donne, cioè le nuove imprese a tasso zero, Smart&Start Italia e la Digital Transformation.

Per quanto riguarda il primo strumento si è provveduto ad estendere il limite di esistenza dell’impresa  da non più di 12 mesi a 60 mesi  per le aziende che faranno domanda di accesso al contributo; viene aumentato l’importo massimo delle spese ammissibili che raggiunge i tre milioni di euro per le imprese che esistono da almeno 36 mesi e non oltre i 60 mesi; la durata del mutuo agevolato passa da otto anni a dieci anni; la percentuale di copertura delle spese ammissibili raggiunge la quota del 90% per le imprese che esistano dal almeno 36 mesi e non superino i 60 mesi.

Per quanto riguarda lo strumento Smart & Start saranno ampliati i costi ammissibili, riconoscendo quelli del personale interno direttamente coinvolto nelle attività di Ricerca e Sviluppo. Inoltre, si provvederà ad aumentare la quota dei costi di gestione ammissibili e non soggetti ad una rendicontazione analitica, così da permettere una gestione della liquidità più flessibile nelle start – up.

La Digital Transformation, coerentemente con quanto previsto nel piano “Impresa 4.0”, prevede il sostegno mediante un contributo in conto impianti e un finanziamento agevolato per quelle imprese che effettueranno investimenti per la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi. Il contributo coprirà il 50% delle spese ammissibili con un taglio minimo degli investimenti non inferiore a €. 200.000

In un successivo articolo illustrerò altri provvedimenti adottati dal Decreto Crescita per incentivare il sistema imprenditoriale italiano.

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