Incentivi alle Imprese: Le opportunità da cogliere Subito

terzo settore e agevolazioni

Finanza Agevolata e Incentivi alle Imprese

Dopo un periodo estivo sonnacchioso dove attività di attuazione dei programmi stabiliti subiscono un generale rallentamento senza, però, bloccarsi definitivamente ecco rispuntare qualcosa di nuovo e utile per le imprese. Bisogna osservare e cercare scrupolosamente tra le righe e tra le azioni che vengono messe in atto per poter individuare, a volte, notizie ed occasioni che potrebbero passare inosservate.

Voglio sottoporre al lettore, forse sonnacchioso ed un po’ distratto, due argomenti di riflessione che potrebbero risvegliarne l’attenzione  altrimenti, giustamente io dico, sopita dal riposo che i giusti si concedono in alcuni periodi dell’anno.

La prima notizia che voglio trasmettervi riguarda la creazione di una Task Force CINA, nominata dal Ministro dello Sviluppo Economico, in collaborazione con le Direzioni competenti dello stesso dicastero, che avrà l’intento di ( come riportato sul sito dello stesso Ministero ):

  1. Incentivare l’ingresso in Italia di capitali cinesi strategici e gli investimenti diretti di natura greenfield. Dopo un attento e dettagliato esame della struttura di incentivi in essere (includendo incentivi fiscali e regolamentari), e allo scopo di renderla più efficace in termini di stimolo agli investimenti, la Task Force Cina proporrà una serie di misure atte a ricalibrare il regime di incentivi vigente in Italia.
  2. Favorire gli investimenti cinesi in titoli di Stato e di imprese private allo scopo di garantire all’Italia una maggiore diversificazione e stabilità nelle fonti di finanziamento del debito pubblico e delle attività delle imprese pubbliche e private (con la conseguente riduzione nel rischio e costo del finanziamento).
  3. Promuovere l’export italiano in Cina e il turismo cinese in Italia. L’Italia stenta a capitalizzare e far leva sulla forza del brand “Made in Italy” in quello che è diventato il primo mercato mondiale in termini di importazioni e domanda interna, nonché il principale motore della crescita economica e del turismo globale. Il valore delle esportazioni italiane rimane limitato, nonostante qualche segnale di miglioramento. Ad oggi la Francia esporta circa il 35% in più dell’Italia in termini assoluti, la Svizzera più del doppio e la Germania 5 volte di più.
  4. Assistere le imprese italiane del comparto agro-alimentare a cogliere le opportunità di esportazione e/o di internalizzazione e localizzazione in Cina facendo leva sul crescente focus da parte della Cina sulla sicurezza e qualità dell’approvvigionamento alimentare.
  5. Facilitare l’espansione in Cina e in Italia della Green Economy. A fronte di un serio problema di inquinamento legato ad un tasso di sviluppo economico eccezionalmente elevato, la Cina è diventata un attore globale cruciale nella Green Economy,in settori quali le energie rinnovabili e i trasporti.
  6. Aiutare le imprese italiane ad agganciare i programmi di investimenti cinesi finanziati dalla Belt and Road Initiative, sia in Cina che lungo tutta la tratta della nuova Via della Seta, stimolando allo stesso tempo gli investimenti e il trasferimento di know-how cinesi per lo sviluppo delle reti di Infrastrutture, Energia e Trasporti in Italia. Valorizzare i meccanismi di collaborazione scientifica e R&D fra istituti e laboratori di ricerca, Università e imprese, anche mediante programmi di interscambio di studenti, ricercatori, scienziati e tecnici allo scopo di facilitare lo scambio di know-how tecnologico e i rapporti culturali fra i due paesi.
  7. Rafforzare la cooperazione con la Cina in Africa. La Cina può aiutare l’Italia a risolvere il problema dell’immigrazione aiutando l’Africa: la Cina è il paese che più ha investito in Africa (già 340 miliardi di dollari, molti di più dei soli 70 miliardi stimati normalmente dagli analisti), con effetti che sono già visibili in termini di impatto sui tassi di povertà e che nel lungo periodo dovrebbero gradualmente contribuire a far diminuire i flussi migratori verso l’Europa.

Nel medio periodo le azioni individuate sono strategicamente validissime e degne della massima attenzione. Mi preme, però, auspicare tempi celeri, anzi celerissimi, per attuare la task force e per dar corso a quanto su enunciato. La burocrazia italiana sappiamo essere uno dei nostri principali  talloni di Achille; che questa volta sappia tirar fuori quanto di meglio essa possiede.

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Passando ad un altro tema, quello  della condizione di vita disagiata e marginale che sta aggredendo la classe più giovane della nostra società civile, mi piace segnalare un bando che la Regione Lazio ha in procinto di aprire prossimamente. L’obiettivo che si intende perseguire è quello di fornire ai giovani di età compresa tra gli undici anni ed i ventuno anni, che vivono condizioni di disagio socio economico e di fragilità, gli strumenti che possano favorirne l’inserimento sociale, consentendo loro di rimanere nell’ambito del mondo dell’istruzione e della formazione, agevolandone anche l’introduzione nel mondo del lavoro.

La partecipazione al bando è ristretta ad operatori del Terzo Settore ed a Parrocchie ed Istituti religiosi : tutti soggetti che, quindi, in qualche modo sono già presenti sul territorio e che svolgono azioni di sostegno alle famiglie e ai soggetti più in difficoltà, sotto qualsiasi aspetto. Sul sito della www.lazioeuropa.it troverete quanto vi necessita per poter partecipare la bando che si aprirà il prossimo 3 Settembre. In bocca al lupo !!!

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