Flat Tax: Cos’è e a Cosa Serve?

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La Costituzione italiana (art. 53) prevede che il sistema tributario sia informato a criteri di progressività della tassazione con la capacità contributiva del cittadino.

Parto da quest’articolo della Costituzione italiana, che condivido pienamente, affinché funga quale stella polare per me e per tutti i lettori nelle disamine che riguardano i provvedimenti di natura fiscale che qualsiasi governo si appresti ad adottare, al di là di ogni convincimento politico. Che poi si possano adottare misure che nel solco della norma richiamata prevedano interventi adeguati ai tempi ed alle normative vigenti nulla e nessuno ce lo vieta.

Flat Tax o Tassa Piatta

E’ da qualche anno che in Italia si parla di introdurre la cosiddetta flat tax, o tassa piatta ( a percentuale costante ) individuata come  il toccasana per risolvere in un colpo solo il problema della alta tassazione, quello della evasione ed elusione e quello della ripresa dei consumi e degli investimenti produttivi.

Immediatamente mi chiederete come può una simile tassa essere costituzionale se prevede una aliquota unica per tutti i redditi sia per chi percepisce 15.000 euro all’anno, ad esempio, sia per chi ne dichiara 40.000, 50.000, 100.000 e cosi via. Sicuramente la declinazione italiana del nuovo sistema di tassazione prevederà che, per rispettare la norma costituzionale richiamata, la flat tax, quale che sia l’aliquota scelta, introduca delle deduzioni fiscali o detrazioni ad hoc per fasce di reddito. Più alte per i redditi bassi e più basse o inesistenti via via che i redditi dichiarati salgono.

Carico Fiscale Attuale

“La stessa Corte dei conti certifica un dato mostruoso che era stato già calcolato da Confartigianato: su un’impresa di medie dimensioni grava un carico fiscale complessivo del 64,8 per cento, superiore di quasi 25 punti alla media europea (40,6). Né le cose vanno meglio per il cuneo fiscale, che con il 49 per cento oltrepassa di dieci punti il valore medio continentale (39). E se la pressione del fisco, che statisticamente si è aggirata negli anni più recenti intorno al 43 per cento (decimale più, decimale meno), risulta inferiore a quella di Danimarca, Francia, Belgio, Finlandia e Austria, non si può non considerare che a sostenerla è una platea di contribuenti in proporzione nettamente più ridotta. Per non parlare della qualità dei servizi offerti con quel costo ai cittadini italiani”.(Fonte Repubblica 2018)

Ho voluto riportare questo passo perché mi preme fare una riflessione. Lo Stato è un socio occulto di famiglie ed imprese. E’ presente massicciamente in ogni attività che svolgiamo, ci accompagna ovunque, spesso non come fraterno amico a cui tutto o quasi possiamo chiedere, ma come subdolo indagatore e sorvegliante. Si obbietta : chi si comporta bene non ha nulla da temere. Ma è proprio qui la questione. In uno stato civile nessuno dovrebbe temere nessuno e lo stato dovrebbe essere accanto al cittadino come all’impresa, né sottostare né sovrastare. Certamente non siamo teutonici o nordeuropei, che passano per fedeli ed incorruttibili servitori dello stato ( ma sarà poi vero fino in fondo ?), anzi siamo un miscuglio di razze di cui abbiamo preso di tutto un po’. E’ per questo che siamo unici al mondo. Ed è di ciò che si deve tener conto quando ci si appresta a prendere misure che riguardano, in questo caso, il fisco. Probabilmente ci farà bene un abbassamento delle tasse, ci invoglierà ad essere più fedeli al rispetto delle regole fiscali e permetterà allo Stato di rivolgere gli sforzi per combattere l’evasione e l’elusione verso quei pochi e imperterriti che così saranno scovati e puniti sonoramente.

Flat tax e risparmio fiscale, verità o menzogna?

Allo stesso tempo, però, non credo che il risparmio fiscale ottenuto dall’introduzione della flat tax si traduca tutto in investimenti o aumento dei consumi. Probabilmente andrà a ricostituire, considerato che gli italiani sono sempre stati le formiche del mondo, quelle riserve ( il risparmio) prosciugate negli anni passati. Solo una parte finirà per alimentare la spesa per consumi e, quindi, per produrre i suoi effetti anche sugli investimenti delle aziende. Insomma è una scommessa che se accompagnata da altre misure potrebbe aiutare questo paese ad uscire dalle secche di una economia che ha fatto aumentare le fasce più deboli ed accumulare grandi ricchezze in fasce di popolazione sempre più esigue. Non è un fenomeno solo italiano, badate bene, ma in Italia si nota di più, purtroppo.

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